L'INTERPOL ha pubblicato i dati relativi alle sue attività per il 2025, che comprendono le segnalazioni rosse, le diffusioni e l'intera gamma di segnalazioni contrassegnate da codici cromatici. Per chiunque operi in questo settore, i numeri parlano chiaro: il volume è in aumento, il sistema è sotto pressione e il divario in materia di trasparenza rimane ampio.
Questo articolo analizza i dati statistici del 2025, li confronta con quelli degli anni precedenti e individua le tendenze rilevanti per i professionisti del settore e i candidati.
Le segnalazioni rosse sfiorano le 20.000 unità
Nel 2025 l’INTERPOL ha pubblicato 19.568 segnalazioni rosse, in aumento rispetto alle 15.528 del 2024. Si tratta di un incremento del 26% in un solo anno. Per contestualizzare il dato: nel 2018 la cifra era pari a 13.516. Nel 2020, durante la pandemia, era scesa a 10.776. La ripresa post-pandemia è stata rapida e sostenuta, e il 2025 segna il volume più alto mai registrato.
Notifiche rosse pubblicate ogni anno (2015-2025)
Fonte: Statistiche dell'INTERPOL, dicembre 2025
Al 31 dicembre 2025, gli archivi dell’INTERPOL contavano 86.021 segnalazioni rosse valide, in aumento rispetto alle 77.689 dell’anno precedente. Il numero totale di segnalazioni valide, considerando tutte le tipologie, ha raggiunto quota 141.082.
Le segnalazioni relative a persone ricercate, diffuse dalle NCB direttamente a determinati paesi membri anziché a tutti i 196, sono state complessivamente 10.123 nel 2025, in leggero calo rispetto alle 10.774 del 2024. Tali segnalazioni devono soddisfare gli stessi requisiti giuridici previsti per le «Red Notices» ai sensi del RPD, compresa la conformità agli articoli 2 e 3 della Costituzione.
I rifiuti per motivi politici e relativi ai diritti umani sono quasi raddoppiati
Il dato più significativo emerso dai dati del 2025 è il numero di segnalazioni rosse e di diffusioni rifiutate o annullate in base agli articoli 2 e 3 dello Statuto dell’INTERPOL. L’articolo 2 impone il rispetto delle norme in materia di diritti umani. L’articolo 3 vieta all’INTERPOL di intraprendere attività di carattere politico, militare, religioso o razziale.
Nel 2025, 558 segnalazioni rosse e diffusi sono stati respinti o annullati ai sensi degli articoli 2 e 3, rispetto ai 305 del 2024. Si tratta di un aumento dell’83%. La tendenza al rialzo è costante e marcata: il dato relativo al 2023, aggiornato retroattivamente dall’INTERPOL, era pari a 299.
Questo dato riflette la verifica di conformità effettuata dal Segretariato Generale prima della pubblicazione e non le decisioni del CCF. Prima della pubblicazione di una segnalazione rossa, i servizi giuridici dell’INTERPOL valutano la richiesta alla luce delle norme dell’Organizzazione. Un rifiuto in questa fase comporta che la segnalazione non venga mai inserita nel sistema. Una cancellazione significa che la segnalazione è stata pubblicata ma successivamente ritenuta non conforme.
Rifiuti ai sensi degli articoli 2 e 3: segnalazioni rosse e diffusioni (2017-2025)
Fonte: Statistiche dell'INTERPOL, dicembre 2025
L'aumento dell'83% dei rifiuti relativi agli articoli 2 e 3, a fronte di un aumento del 26% del volume delle segnalazioni rosse, suggerisce che il filtro di conformità stia individuando un numero maggiore di richieste problematiche. È impossibile stabilire, sulla base dei soli dati pubblicati, se ciò rifletta una migliore selezione da parte dell'INTERPOL, una maggiore percentuale di richieste abusive da parte di alcuni Stati membri, o entrambe le cose. L'INTERPOL non fornisce una ripartizione di questi dati per paese.
La categoria «Altro» rimane un punto cieco
I dati pubblicati dall’INTERPOL includono una categoria relativa ai rifiuti classificati come «Altro». Nel 2025, 1.992 segnalazioni rosse e diffusi sono stati rifiutati o annullati per motivi classificati come «Altro», oltre ai 558 rifiutati ai sensi degli articoli 2 e 3. Il numero totale di rifiuti in tutte le categorie è stato di 2.550.
La categoria «Altro» comprende i casi in cui, ad esempio, la richiesta non soddisfaceva i criteri relativi a reati gravi di diritto comune, oppure si è riscontrata una mancanza di collaborazione da parte del paese richiedente. Può inoltre includere carenze tecniche (dati incompleti, documenti giudiziari mancanti) e vizi procedurali (mandati scaduti, casi già risolti).
Negli anni precedenti, questa categoria ha costantemente rappresentato la maggioranza dei rifiuti. Nel 2024, rappresentava circa l’88% di tutti i rifiuti. Nel 2025 tale percentuale è scesa al 78%, poiché i rifiuti relativi agli articoli 2 e 3 sono aumentati a un ritmo più rapido. Il fatto che quasi quattro rifiuti su cinque continuino a non rientrare nel quadro degli articoli 2 e 3 solleva interrogativi su cosa comportino effettivamente tali rifiuti e se alcuni di essi possano riguardare questioni relative ai diritti umani o di natura politica che vengono classificate sotto una voce più ampia per ragioni istituzionali.
Senza dati disaggregati non è possibile effettuare alcuna analisi significativa. Questa rimane la lacuna più grave nella rendicontazione sulla trasparenza di INTERPOL.
Oltre le segnalazioni rosse: blu, gialle e verdi
Le segnalazioni rosse dominano il dibattito pubblico, ma il sistema di segnalazioni dell’INTERPOL è più ampio. I dati relativi al 2025 per le altre tipologie di segnalazioni sono i seguenti.
Avvisi pubblicati per tipologia: 2024 vs 2025
Fonte: Statistiche dell'INTERPOL, dicembre 2025
Notifiche blu (richieste di informazioni relative all’identità, all’ubicazione o alle attività di una persona nell’ambito di un’indagine penale): 3.325 pubblicate nel 2025, in calo rispetto alle 4.078 del 2024. Le notifiche blu sono strumenti investigativi, non atti di arresto, ma segnalano comunque un individuo alle forze dell’ordine di ogni paese membro.
Avvisi gialli (allarmi per persone scomparse): 3.474 pubblicati nel 2025, rispetto ai 3.345 del 2024. Le segnalazioni gialle vengono talvolta utilizzate nei casi di sottrazione da parte di un genitore, in cui il minore viene segnalato come “scomparso” da un genitore mentre vive con l’altro. L’articolo 90 delle norme sul trattamento dei dati richiede che l’interessato sia effettivamente scomparso. Le contestazioni delle segnalazioni gialle su questa base sono diventate più frequenti.
Avvisi verdi (avvertimenti relativi a persone considerate una minaccia per la sicurezza pubblica): 613 pubblicati nel 2025, rispetto ai 561 del 2024. Gli avvisi verdi sono i meno discussi tra i principali tipi di avviso, ma comportano rischi specifici, in particolare per le persone segnalate da Stati autoritari come minacce alla sicurezza pubblica sulla base della loro attività politica.
I dati del 2025 segnano inoltre la prima volta in cui l’INTERPOL ha incluso la «Silver Notice» nelle proprie statistiche pubblicate. La «Silver Notice» rimane un programma pilota, sebbene il concetto risalga a una risoluzione dell’Assemblea Generale del 2015. Ci sono voluti quasi dieci anni di lavori dei gruppi di lavoro prima che il programma pilota fosse avviato nel gennaio 2025, con la prima segnalazione pubblicata su richiesta dell’Italia. In occasione della 93ª Assemblea Generale tenutasi a Marrakech nel novembre 2025, l’AG ha esaminato i risultati provvisori e ha tracciato un percorso verso l’adozione definitiva, incaricando il Gruppo di lavoro di esperti di riferire sui risultati completi in occasione della 94ª sessione. Nel suo primo anno, sono state pubblicate 103 Notifiche Argento e sono state diffuse 35 notifiche relative alle stesse. A differenza delle segnalazioni rosse, la segnalazione argento prende di mira i proventi di reato piuttosto che le persone fisiche e opera secondo un proprio quadro giuridico. Data la dipendenza delle istituzioni finanziarie dagli avvisi dell’INTERPOL e i rischi di abuso che accompagnano qualsiasi nuovo strumento dell’INTERPOL, le implicazioni per le persone segnalate tramite richieste di rintracciamento dei beni meritano particolare attenzione.
Il tassello mancante: i dati a livello nazionale
L'INTERPOL continua a non pubblicare dati a livello nazionale relativi alle richieste, ai rifiuti o alle revoche delle segnalazioni rosse. Non rende noto quali Stati registrino il maggior numero di richieste, quali abbiano i tassi di rifiuto più elevati e quali siano stati oggetto del maggior numero di interventi ai sensi degli articoli 2 e 3.
Questo è importante. I dati complessivi ci indicano che il sistema è in crescita e che il filtro di conformità sta individuando un numero maggiore di richieste problematiche. Tuttavia, non ci indicano dove si concentrano tali problemi. Senza una ripartizione per paese, è impossibile valutare se il quadro di conformità dell’INTERPOL venga applicato in modo uniforme, se alcuni Stati siano recidivi o se le misure correttive stiano sortendo qualche effetto sugli Stati che generano il maggior numero di richieste non conformi.
Gli operatori del settore sanno per esperienza che alcuni Stati richiedenti sono responsabili di una quota sproporzionata di richieste motivate da ragioni politiche e che violano i diritti umani. I dati lo confermerebbero, se venissero resi pubblici. La persistente assenza di rendicontazione a livello nazionale è una scelta politica, non un limite tecnico.
Cosa rivelano i dati del 2025
I dati principali indicano contemporaneamente due tendenze. Da un lato, il volume ha raggiunto livelli record e continua a crescere. Il sistema sta elaborando un numero di richieste, notifiche e diffusioni mai registrato prima nella sua storia. Dall’altro lato, il filtro di conformità è sottoposto a un carico di lavoro maggiore: i rifiuti ai sensi degli articoli 2 e 3 sono aumentati dell’83%, superando di gran lunga la crescita del volume.
Per gli operatori del settore, i dati relativi al 2025 confermano quanto già evidenziato dal numero di casi: il carico di lavoro dinanzi al CCF continuerà ad aumentare, le argomentazioni dovranno essere più incisive e i requisiti procedurali (in particolare quelli previsti dal nuovo portale del CCF e dalle norme operative) dovranno essere rispettati con precisione.
Charlie Magri è il fondatore di Otherside, uno studio legale specializzato che si occupa esclusivamente di questioni relative all’INTERPOL e alla CCF. In precedenza ha ricoperto il ruolo di funzionario giuridico presso il Segretariato della Commissione per il controllo degli archivi dell’INTERPOL.
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