La Commissione per il controllo degli archivi dell’INTERPOL (CCF) ha annunciato due novità che rivestiranno un interesse diretto per gli operatori del settore e i richiedenti. La prima riguarda il lancio di un nuovo portale online per la presentazione delle richieste. La seconda è un invito a presentare candidature per esperti indipendenti in materia di rimedi efficaci nel campo della protezione dei dati.
Il nuovo portale CCF sarà attivo a partire dal 26 marzo
Il 26 marzo 2026, alle ore 10:00 CET, il CCF lancerà il proprio portale online dedicato e protetto. A partire da quel momento, come indicato nella pagina web del CCF, il portale diventerà l’unico canale per la presentazione delle richieste. Non saranno più accettate le richieste inviate tramite e-mail o posta ordinaria, a meno che la Commissione non ritenga sussistano circostanze eccezionali che richiedano l’uso di altri mezzi, come previsto dall’articolo 25, paragrafo 2, delle norme operative del CCF.
Secondo la CCF, il portale consentirà ai richiedenti o ai loro rappresentanti autorizzati di presentare richieste di accesso ai dati personali, di rettifica e/o cancellazione dei dati personali, nonché ricorsi contro le decisioni della CCF. Oltre all’invio delle richieste, il portale consentirà inoltre agli utenti di monitorare lo stato della propria richiesta durante il processo di esame, di accedere a tutte le comunicazioni e ai documenti giustificativi scambiati con la CCF e di consultare le decisioni della Commissione relative alle loro richieste.
Si tratta di un cambiamento operativo significativo. Per anni, il CCF ha accettato le richieste via e-mail e, prima ancora, tramite posta ordinaria. Il passaggio a una piattaforma digitale centralizzata era stato anticipato da quando l’INTERPOL aveva confermato all’inizio di quest’anno che nel primo trimestre del 2026 sarebbe stato lanciato un portale sicuro. Nel suo discorso alla 93ª Assemblea Generale nel novembre 2025, la presidente del CCF Teresa McHenry aveva inoltre indicato che sarebbero stati progressivamente introdotti un portale per l’invio delle richieste e un sistema di gestione dei casi.
Il CCF ha comunicato che il portale guiderà gli utenti attraverso l’iter di presentazione della domanda, indicando anche quali documenti fornire, e che sarà disponibile un apposito modulo di assistenza per risolvere eventuali problemi tecnici. Ulteriori dettagli e indicazioni, anche per le richieste già in corso, saranno forniti a tempo debito.
Per gli operatori del settore, questa transizione comporta sia implicazioni pratiche che questioni ancora aperte. Un portale strutturato dovrebbe migliorare il monitoraggio dei casi e centralizzare lo scambio di documenti, il che rappresenta uno sviluppo positivo. Allo stesso tempo, rimane aperta la questione di come saranno gestiti i casi in corso attualmente trattati tramite e-mail. Secondo il CCF, i richiedenti con domande in corso continueranno inizialmente a ricevere aggiornamenti via e-mail secondo la procedura precedente. I casi in corso potrebbero essere trasferiti al portale in una fase successiva e, qualora ciò dovesse avvenire, i richiedenti o i loro rappresentanti ne saranno informati.
Si avvisano i professionisti e i richiedenti di prendere nota della scadenza fissata per il 26 marzo. A partire dalle ore 10:00 CET di tale data, il portale sarà l'unico canale accettato per l'invio delle richieste. Le richieste inviate via e-mail dopo tale orario non saranno prese in considerazione.
Invito a presentare candidature di esperti in materia di rimedi efficaci nel campo della protezione dei dati
Parallelamente, la CCF ha pubblicato un bando per la selezione di esperti. La Commissione è alla ricerca di competenze indipendenti in merito a ciò che costituisce un rimedio efficace in materia di protezione dei dati. Le aree di interesse comprendono il diritto di accesso, il diritto di rettifica o cancellazione dei dati, il diritto di richiedere la revisione di una decisione e il diritto a una decisione motivata.
Questo invito giunge in un momento cruciale. Lo statuto del CCF è attualmente oggetto di una revisione approfondita da parte del Comitato per il trattamento dei dati (CPD), e le questioni relative alla portata e all’efficacia dei rimedi individuali sono al centro di tale processo. Lo stesso CPD ha pubblicato un invito separato affinché la società civile fornisca contributi su questioni relative alla revisione dello statuto del CCF; i contributi dovranno essere inviati prima della sua sessione dell’aprile 2026.
Resta da vedere cosa intenda fare esattamente la CCF con il contributo degli esperti. Tuttavia, la tempistica è degna di nota. Coincidendo con la revisione dello statuto, questa consultazione indica che la Commissione sta riflettendo attivamente su come il proprio quadro sanzionatorio funzioni nella pratica e se soddisfi gli standard previsti per un organismo di controllo indipendente che gestisce dati personali sensibili in ambito di applicazione della legge.
Le candidature per partecipare al bando per esperti devono essere presentate entro il 27 marzo 2026. Maggiori dettagli sono disponibili sulla pagina dedicata del CCF.
Suggerimenti pratici
Entrambi gli annunci riflettono un più ampio processo di modernizzazione istituzionale all’interno del CCF. Il passaggio a un portale dedicato è la novità che avrà le conseguenze più immediate sulla pratica quotidiana, e i rappresentanti dovrebbero adeguare i propri flussi di lavoro di conseguenza. Il bando per la selezione di esperti, sebbene abbia un impatto operativo meno immediato, merita di essere seguito con attenzione da chiunque sia coinvolto o segua l’attuale riforma dello Statuto del CCF.
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