Charlie Magri, il dott. Ted R. Bromund e Sandra Grossman hanno pubblicato un nuovo articolo sull’International Enforcement Law Reporter (IELR, volume 42, numero 4). Intitolato “La Commissione per il controllo degli archivi dell’INTERPOL riconosce e affronta i ritardi”, il testo esamina la Relazione annuale sulle attività 2024 della CCF, analizza le riforme procedurali annunciate all’inizio del 2026 e individua le questioni istituzionali che definiranno il percorso della CCF nei prossimi due anni.
Relazione annuale sulle attività 2024
Nel 2024 il CCF ha ricevuto 2.586 richieste ammissibili. Il tasso di crescita rispetto al 2023 ha registrato un rallentamento, attestandosi al 4%, dopo un periodo di crescita costante che ha più che raddoppiato il carico di lavoro dal 2018, anno in cui erano state ricevute 1.265 richieste ammissibili. L’articolo sottolinea che tale crescita è stata in parte determinata dall’espansione di una comunità giuridica specializzata incentrata sulle prassi dell’INTERPOL.
Delle 539 richieste di cancellazione esaminate dal CCF, i dati relativi a 272 sono stati giudicati non conformi. Altre 50 richieste sono state accolte a favore del richiedente a causa della totale mancanza di collaborazione da parte dello Stato richiedente. Sono rimaste quindi 217 richieste (circa il 40%) in cui i dati sono stati giudicati conformi. Sebbene il 40% possa sembrare una percentuale bassa, gli autori osservano che essa rappresenta un aumento rispetto al 26% ritenuto conforme nel 2022 e al 32% nel 2023, determinato in parte dal miglioramento dei tassi di cooperazione tra gli Stati membri.
Il dato più preoccupante è il tasso di ritardi. Il 30% delle richieste di cancellazione nel 2024 non è stato evaso entro nove mesi, in aumento rispetto al 15% del 2023. La presidente della CCF, Teresa McHenry, ha definito la riduzione di tali ritardi «una delle massime priorità» della Commissione, pur riconoscendo che i tempi necessari per formare il nuovo personale e sviluppare nuove tecnologie fanno sì che la situazione rischi di peggiorare prima di migliorare.
Riforme procedurali
L'articolo riporta i tre principali annunci fatti dal CCF nei mesi successivi all'Assemblea Generale del 2025 tenutasi a Marrakech.
In primo luogo, il CCF ha annunciato un progetto pilota per il 2026 volto a distribuire in modo più uniforme il carico di lavoro decisionale nel corso dell’anno. Il progetto prevede un maggior numero di revisioni dei casi online da parte dei membri del CCF, una maggiore delega di poteri al relatore e al presidente per i casi non complessi, sessioni più lunghe della durata di due settimane e la possibilità di una quarta sessione a dicembre, se necessario.
In secondo luogo, il 26 marzo 2026 il CCF ha lanciato il suo nuovo portale online. Il portale è ora l’unico canale per la presentazione delle richieste: non vengono più accettate né le e-mail né le comunicazioni inviate per posta. Esso consente ai richiedenti e ai loro rappresentanti di presentare, monitorare e gestire tutti gli aspetti di una richiesta. Gli autori sottolineano che il portale risponde direttamente al volume della corrispondenza amministrativa (oltre 82.000 e-mail ricevute nel 2024) e alla crescente complessità delle richieste. Per un'analisi dettagliata delle implicazioni pratiche del portale, si veda il nostro precedente articolo: Cosa cambia nella pratica con il portale del CCF.
In terzo luogo, il CCF ha confermato che tutti e sette i seggi dei membri saranno ricoperti in occasione della prossima Assemblea Generale, che si terrà a Hong Kong dal 17 al 20 novembre 2026. Il mandato quinquennale di tutti gli attuali membri scade l’11 marzo 2027. Alcuni o tutti potrebbero essere rieletti per un ulteriore mandato triennale, oppure l’Assemblea Generale potrebbe eleggere membri completamente nuovi.
Le elezioni del CCF
L'articolo considera le imminenti elezioni come l'evento di maggiore rilevanza nel calendario della CCF. Gli attuali membri hanno contribuito a un notevole aumento della professionalità della Commissione, e le elezioni potrebbero mettere a rischio tali progressi. Gli autori invitano gli Stati membri democratici a collaborare per garantire che ciò non accada. Sottolineano inoltre che la trasparenza dimostrata dalla CCF nell'annunciare con largo anticipo il processo elettorale è un fatto nuovo e lodevole.
La revisione dello statuto
Il CCF è attualmente impegnato in una revisione pluriennale del proprio Statuto, un processo che ha già dato luogo a tre inviti pubblici a presentare contributi e ha portato all’adozione di emendamenti in occasione dell’Assemblea Generale del 2025 (analizzati dagli stessi autori nel volume 42, numero 2 dell’IELR). Il terzo invito a presentare contributi, riguardante gli articoli 3, 34 e 35, si è concluso l’11 marzo 2026. Si prevede che la revisione proseguirà durante le Assemblee generali del 2026 e, possibilmente, del 2027. Gli autori citano il riconoscimento da parte del Presidente McHenry del fatto che «tutti concordano sugli obiettivi generali di migliorare lo Statuto senza compromettere l’indipendenza del CCF», aggiungendo tuttavia che «si tratta di questioni complesse e non sempre è possibile raggiungere un accordo».
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Otherside è uno studio legale specializzato che si occupa esclusivamente di questioni relative all’INTERPOL e al CCF, fondato da un ex funzionario legale del CCF. Se avete bisogno di assistenza per una richiesta di cancellazione, una richiesta di accesso o misure provvisorie, contattateci per una valutazione riservata.




