Charlie Magri ha scritto un articolo in collaborazione con Sandra Grossman di Grossman Young & Hammond, pubblicato dall'International Bar Association (IBA). L'articolo, intitolato “Il Repository di Prassi INTERPOL 2024: la tensione irrisolta tra la facilitazione della cooperazione di polizia e il rispetto dei diritti umani”, offre un'analisi dell'ultima edizione del Repository di Prassi sugli Articoli 2 e 3 della Costituzione di INTERPOL.
L'articolo si apre contestualizzando il duplice ruolo di INTERPOL: come istituzione di polizia globale e come attore vincolato dai principi internazionali dei diritti umani. Sottolinea come i sistemi di INTERPOL, in particolare le notifiche rosse e le diffusioni, siano sempre più spesso oggetto di abusi da parte di stati autoritari per attuare la repressione transnazionale sotto la veste dell'applicazione della legge penale.
L'Inclusione dell'Articolo 2
Per la prima volta, il Repository 2024 include una guida interpretativa sull'Articolo 2 della Costituzione di INTERPOL, che stabilisce che l'organizzazione operi “all'interno dei limiti delle leggi esistenti nei diversi paesi e nello spirito della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.” L'articolo discute come questa inclusione chiarisca che INTERPOL deve salvaguardare proattivamente i diritti individuali, non limitarsi a mantenere la neutralità. Spiega inoltre come il Repository incorpori riferimenti a standard internazionali e regionali, inclusi il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) e la giurisprudenza delle Corti europee e interamericane dei diritti umani.
Gli autori valutano criticamente il quadro di valutazione del Repository ai sensi dell'Articolo 2, inclusa la sua attenzione al rispetto dei diritti umani da parte dello stato richiedente, all'indipendenza giudiziaria e al rischio di danno per l'individuo. Notano, tuttavia, che la guida rimane in gran parte teorica e priva di esempi pratici che potrebbero aiutare i professionisti a valutare la conformità in casi complessi.
Identificano anche ambiguità preoccupanti, come il suggerimento che alcune violazioni dei diritti (ad esempio, la detenzione preventiva eccessiva) potrebbero non rendere, di per sé, una notifica non conforme. L'articolo sottolinea la necessità di maggiore chiarezza su quando e come forme alternative di prova (come pareri legali o dichiarazioni personali) possano essere utilizzate per sostanziare le accuse di abuso, specialmente in contesti in cui l'accesso ai tribunali è impossibile.
Guida ai sensi dell'Articolo 3
Passando all'Articolo 3, che proibisce a INTERPOL di intervenire in questioni di carattere prevalentemente politico, l'articolo esamina il trattamento ampliato del Repository sui casi che coinvolgono figure politiche, attività di protesta e accuse legate al terrorismo. Accoglie con favore l'inclusione di esempi pratici, che aiutano a distinguere tra accuse penali genuine e quelle utilizzate come pretesto per la persecuzione politica.
Tuttavia, gli autori evidenziano lacune significative, in particolare nei casi che coinvolgono crimini finanziari, sempre più utilizzati per colpire oppositori politici e figure del mondo degli affari. Sebbene il Repository riconosca il potenziale di abuso, non fornisce criteri o esempi sufficienti per guidare la valutazione dei reati economici politicamente sensibili.
L'articolo richiama l'attenzione su come queste limitazioni influenzino le vittime “non tradizionali” degli abusi di INTERPOL, come gli imprenditori coinvolti in procedimenti a sfondo politico. Gli autori chiedono una guida più solida in queste aree, insieme a una maggiore chiarezza istituzionale sugli standard probatori e sulle valutazioni basate sul contesto.
Conclusione
Magri e Grossman concludono che, sebbene il Repository 2024 rifletta progressi, in particolare attraverso la sua portata ampliata e l'inclusione dell'Articolo 2, esso non riesce in ultima analisi a colmare il divario tra principio e pratica. Sostengono che senza esempi più chiari basati su scenari e senza un supporto istituzionale, il Repository rimane più aspirazionale che operativo. Invitano INTERPOL a dare priorità alla chiarezza, alla coerenza e all'allocazione delle risorse nelle future revisioni per garantire efficaci salvaguardie contro gli abusi.




